IL PROGETTO URBAN: LA GUIDA COMPLETA

L’obiettivo del progetto proposto dall’Associazione Erreics al Comitato Urban è stato quello di creare opportunità di incontro, socializzazione, aggregazione e partecipazione attiva degli abitanti di diverse culture e strati sociali del quartiere, attraverso lo strumento privilegiato del cibo. Attivazione e coinvolgimento della rete territoriale: cittadini, condomini, associazioni, scuole, esercizi commerciali. Organizzare momenti aperti ai cittadini di altri quartieri in cui il cibo e i cibi di dverse culture sono divenuti vetrina di un quartiere nuovo, aperto e in cambiamento.
Attivare reti solidaristiche sul territorio in cui cittadini e associazioni hanno collaborato in buone prassi sostenibili nel tempo (cene sociali interculturali con momenti di dibattito, momenti di confronto e scambio a partire dal prolifico tema del cibo). Utilizzare il cibo come strumento di integrazione tra le diverse comunità presenti nel quartiere, sensibilizzare la cittadinanza e i giovani su temi quali: il cibo come (inter) cultura, conoscenza e rispetto di tutte le differenze, piacere, disagio, l’estetica del cibo, l’educazione alimentare, il consumo critico e consapevole, cibo e pubblicità. Favorire un percorso di progettazione partecipata con la cittadinanza di un ciclo di attività e un calendario di momenti di incontro legati al “cibo come incontro e scambio” capace di sostenere la coesione sociale del quartiere.

Guida Complessiva di Urban

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Bando regionale per la diffusione della cultura di parità e del principio di non discriminazione nel sistema educativo e nel mondo del lavoro

Erreics Onlus è tra i vincitori del Bando regionale per la “diffusione della cultura di parità e del principio di non discriminazione nel sistema educativo e nel mondo del lavoro” (Clicca qui.).

L’idea proposta dall’associazione Erreics è  il progetto “Fatti più in là. Web serie contro la discriminazione dell’obesità”.
la nostra proposta progettuale, che ha colmato un vuoto concettuale e culturale nell’ambito delle politiche della salute e della parità, nasce con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti e di prevenire comportamenti discriminatori, denigratori e di violenza psicologica e/o fisica nei confronti di persone e soprattutto di adolescenti in sovrappeso ed obesi.  L’OMS riconosce nell’obesità un problema di salute pubblica ed una patologia in forte crescita, ad alto impatto di mortalità ed ormai tipizzata durante l’infanzia e l’adolescenza. Secondo il Ministero della Salute l’obesità è inoltre causa di disuguaglianze sociali. Nel caso degli adolescenti abbiamo valutato che l’obesità, disabilità discriminata socialmente, si estremizza nel contesto scolastico, dove le differenze di genere, età e condizione sociale sono ovviamente più marcate per il processo di costruzione dell’identità e dei sistemi di valori di riferimento. Proprio per rivolgerci a questo target, abbiamo individuato nel meccanismo della “condivisione libera” nei social network e nell’utilizzo dei nuovi media, primo tra tutti “Youtube”, il veicolo più efficace e potente per coinvolgere, sensibilizzare e raggiungere il più ampio bacino di studenti e di adolescenti, nonché direttamente le rispettive reti di riferimento. Il prodotto che si intende creare afferisce, quindi, alla sfera dell’edutainment e consiste in una Webserie Interattiva composta da video concatenati realizzati anche grazie alla collaborazione degli studenti, che saranno allo stesso tempo attori e veicolatori del prodotto. Avvicinandosi alla Webserie i ragazzi avranno un ruolo primario nello svolgersi della storia virtuale, potendo effettuare scelte attive che influenzeranno l’andamento della narrazione e permetteranno loro di verificare le conseguenze di ogni loro possibile azione. Il “prodotto” sarà poi diffuso, tra i vari canali, sia su internet, sia tramite un’estesa rete di scuole piemontesi, in cui sono previsti diversi momenti di sensibilizzazione e formazione attraverso il meccanismo della Peer Education.
Considerata la condizione disabilitante e discriminatoria delle persone obese la nostra idea progettuale vuole indagare ed intervenire con un’attenzione dedicata alla realtà delle donne obese e degli adolescenti obesi. Essere donna ed obesa è senz’altro una situazione differente dall’essere un uomo obeso. All’interno della patologia dell’obesità, infatti, la discriminazione in base al genere, che colpisce senza dubbio in modo più violento le ragazze, è oggi da ritenere un’urgenza sociale ancora troppo sottovalutata. È risaputo, nonostante i molti passi avanti della cultura della parità, che un uomo venga socialmente giudicato primariamente per il ruolo professionale e la posizione sociale mentre agli occhi della società per una donna sono imprescindibili dei rigidi e schematici parametri fisici. Anche in questo ha un fortissimo impatto il ruolo dei media nella costituzione dell’immaginario comune, a cui si ispirano, consapevolmente o meno, le ragazze e le donne, ma ultimamente
anche molti ragazzi. Uno studio condotto da ricercatori inglesi e australiani pubblicato sull’International Journal of Obesity (clicca qui O’Brien K. et al., “Obesity discrimination: the role of physical appearance, personal ideology, and anti-fat prejudice,” International Journal of Obesity, 2012. doi:10.1038/ijo.2012.52) mostra che le donne obese non hanno molte probabilità di ottenere un lavoro quando si trovano di fronte candidate non sovrappeso e che inoltre sono pagate meno rispetto alle loro colleghe magre. Un altro studio italiano, condotto dall’Università degli studi di Milano (medicina del lavoro), ha valutato il disagio vissuto quotidianamente dai lavoratori obesi ed ha concluso che c’è un’associazione stretta tra obesità e assenteismo, una ridotta produttività con rischio di demansionamento ed un incrementato del rischio di incidenti sul lavoro. (clicca qui) Essere in forte sovrappeso/obeso sin da adolescente significa essere oggetto di discriminazioni in un’età per definizione fragile e durante la quale si formano l’identità, il carattere ed il ruolo sociale di un individuo. Esistono numerosi dati sul trattamento che i bambini o gli adolescenti obesi ricevono da parte dei loro compagni, fino ai casi estremi di suicidio legati alla derisione e alla vessazione quotidiana. Molti studenti sostengono che se fossero magri sarebbero maggiormente considerati, non vivrebbero derisioni ed umiliazioni e che avrebbero un maggior numero di amici. Questo provoca una condizione di bassa autostima e comporta una discriminazione anche nello svolgimento dell’attività sportiva. (http://www.consiglioveneto.it/crvportal/upload_crv/biblioteca/servizio_studi/Obesita.pdf)

Il progetto “Fatti più in là”, il cui titolo fa riferimento ai meccanismi di isolamento e derisione frontale o indiretta che le persone “grasse” quasi quotidianamente subiscono proprio a causa delle dimensioni del loro colpo e dello “spazio” che questo occupa, è orientato a diffondere la cultura di parità ed il principio di non discriminazione nei confronti di un gruppo, sempre più cospicuo, di bambini, adolescenti ed adulti. L’obesità rappresenta a tutti gli effetti una condizione disabilitante, che non permette di svolgere le quotidiane attività in maniera “normale” e che ha diritto di essere tutelata come tutte le altre disabilità. Negli ultimi anni sono stati presentati diversi disegni di legge che la riconoscono come un’oggettiva condizione di handicap (che affligge più del 11% degli italiani) ed in questa direzione va appunto l’appello lanciato dal congresso della Società Italiana dell’Obesità (Sio): l’obesità è un’emergenza sociale e va considerata una forma di disabilità, tanto che alle persone obese devono essere garantiti accesso alle cure e accesso ai servizi sociali, anche se purtroppo, persino in questo caso sono spesso oggetto di discriminazione, come sostiene la presidente del Cido Angela Ferracci. Questi meccanismi non fanno altro che contribuire a peggiorare il loro stato di salute, come afferma una ricerca pubblicata dalla rivista Social Psychology Quarterly dell’American Sociological Association di Washington. Anche in Italia, l’obesità o “globesity” (definita in questi termini tanto è dilagante il fenomeno) è in forte aumento, ma non sembrano esserci per il momento strutture concrete (la macchina per la risonanza magnetica sufficientemente capiente, lo sportello della banca che dice “entrate uno alla volta”, oppure seggiolini sufficientemente resistenti nei locali pubblici, come evidenzia Marina Biglia, presidente dell’ “Associazione Amici Obesi”) e soprattutto strutture mentali (educazione al rispetto delle persone in sovrappeso ed obese e scardinamento di tutti quegli stereotipi associati alla loro figura) per rapportarcisi correttamente. L’immaginario comune e condiviso, nonostante la realtà dei fatti, resta ancora tarato su figure non solo normolinee, ma addirittura sbilanciate sulla magrezza. Questo fa sì che le persone obese subiscano pesanti discriminazioni nel vissuto quotidiano, relazionale, nella sfera affettiva esentimentale, nonché nel mondo del lavoro: “Non ti assumono neanche per fare l’archivista”,  dichiara in un’intervista Angela Ferracci. Inoltre, spesso, un “messaggio” erroneo arriva proprio da quei canali che dovrebbero, al contrario, conoscere il linguaggio più idoneo per interfacciarsi con le persone obese: “Troppo spesso le campagne contro l’obesità sono intimidatorie ed hanno l’effetto di suscitare vergogna nelle persone in sovrappeso, utilizzando una terminologia colpevolizzante”, scrive Chiara Lalli sul Corriere della Sera (clicca qui). Abbiamo dunque individuato come focus del nostro progetto questa “fascia fragile” della popolazione, oggetto di pesanti e diversificate forme di discriminazione, nei confronti della quale, però, non sono ancora state messe in atto sufficienti ed efficaci misure di prevenzione. La nostra area di riferimento e d’intervento sarà il sistema educativo, contesto in cui si radicano, si corroborano e si diffondono massimamente i pregiudizi e all’interno del quale ci sembra dunque più funzionale operare.
Poiché YouTube è il nostro canale preferenziale, riteniamo di aver individuato il medium più diffuso e frequentato dal target in assoluto. E’ su internet, infatti, che i giovani imparano, cercano, scoprono, e (come nel caso del nostro progetto) imparano divertendosi, confrontandosi tra loro nei social network, cercando le risposte su Wikipedia, guardando tutorial su YouTube che spiegano loro come utilizzare un semplice programma su PC. I recenti fenomeni di video blogging hanno amplificato l’interesse del target al mezzo, creando una vera e propria community che parla tramite video pubblicati ed interagisce attraverso commenti ai video stessi. La potenzialità del mezzo è tale che un prodotto di fiction come una webserie ha la concreta possibilità di creare attorno a se l’interesse generale del target, attraverso un’interazione ed un confronto sulle scelte effettuate negli episodi e sulla narrazione in toto, favorendo un fenomeno virale che sempre più caratterizza le esperienze di YouTube di successo. L’aspetto ludico e di entertainment del prodotto si legherà ad un messaggio veicolato in maniera intelligente ed efficace, in modo che i giovani possano immediatamente riconoscerlo come una dovuta riflessione ma senza percepirlo come concetto imposto o predicatorio. Si tratta di un’idea assolutamente semplice e proprio per questo di grande innovazione. Grazie alla tecnologia entrata così radicalmente nelle case e nei telefonini del target di riferimento, la struttura del prodotto da noi proposto si può collocare senza timore tra i must che i giovani cercano e seguono e sperimentano in rete: fiction e partecipazione, diventando contemporaneamente spettatori ed autori della nostra/loro storia. Bisogna inoltre sottolineare che il medium stesso (Internet) è catalizzatore nei confronti del target dei momenti principali di ricezione sociale verso i quali esponiamo la nostra comunicazione, ovvero momenti collettivi di gruppo e ludicità (es. un gruppo di amici che assieme guardano un video divertente) e momenti privati di isolamento dalla realtà (es. un ragazzo che cerca su internet informazioni per la risoluzione di problematiche personali o conforto dietro l’anonimato che un monitor garantisce). La semplicità del mezzo è inoltre in grado di coinvolgere non solo utenti già esperti nell’utilizzo di semplici tecnologie quali internet, ma anche di chi non ne avesse familiarità.

Il progetto che si svolge da maggio 2013 a gennaio 2014 produrrà una serie di materiali tra cui dvd informativi per medici, psicologi ed altre professioni coinvolte nella cura dei problemi descritti. Sarà realizzata una campagna di informazione e di sensibilizzazione attraverso i media e si prevede di diffondere la notizie del prodotto multimediale in punti strategici della città: stazione, metropolitana, tram e autobus…

Su questo sito si troverà un costante aggiornamento dei lavori e delle strategie di sensibilizzazione sociale.

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Uomo malato, uomo fragile come ti posso aiutare?

Clicca qui

Mattino

Apertura dei lavori. Saluto delle autorità

Assessore Elide Tisi, Assessorato alla Salute, Politiche Sociali e Abitative del Comune di Torino

Dott.ssa Rossana Becarelli, Direttore Sanitario Ospedale San Giovanni Antica Sede

Don Marco Brunetti, Direttore Ufficio Pastorale della Salute dell’Arcidiocesi di Torino

9.00 – 9.40 Mass media e malattia Dott. N. Ferraro

9.40 – 10.20 L’uomo di fronte alla malattia Don Sergio Messina

10.20 – 10.50 Dibattito

10.50 – 11.20 Intervallo

11.20 – 12.00 La fragilità come disagio psichico Dott.ssa A. Boratti

12.00 – 12.40 La forza della fragilità Dr. M.Gollin

12.40 – 13.00 Dibattito – Chiusura della mattinata

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I percorsi formativi dell’Associazione Erreics Onlus (le scuole superiori)

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Il primo percorso è dedicato ai disturbi alimentari in modo diretto, ma in chiave creativa.

Percorso 1

Il secondo percorso affronta diversi aspetti connessi al cibo (analisi pubblicitaria, lettura delle etichette, cibo ed intecultura).

Percorso 2

 

Entrambe le proposte si articolano in 3 incontri, ma abbiamo già sperimentato diverse formule a seconda delle esigenze di ciascun istituto con il quale abbiamo collaborato.

(*si ricorda che la proprietà intellettuale rimane di Erreics Onlus.)

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I percorsi formativi dell’Associazione Erreics Onlus (Le scuole medie)

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In questa sezione è possibile trovare l’offerta formativa e didattica 2013 dell’associazione Erreics Onlus.

I PERCORSI PER LE SCUOLE MEDIE. 
E’ possibile scegliere tra alcuni percorsi diversificati per struttura, metodologia ed obiettivi.

Il primo percorso affronta il rapporto col cibo da diversi punti di vista: tra i temi trattati l’analisi pubblicitaria, la lettura delle etichette, cibo ed intercultura ed i disagi alimentari. Il secondo è rivolto più direttamente i disturbi del comportamento alimentare, affrontati in un’ottica culturale, di sensibilizzazione e con la modalità della rielaborazione creativa.

Percorso 1  Percorso 2

Offriamo inoltre un percorso strutturato su tre incontri differenziati sulla prima, seconda e terza media, in modo che gli studenti possano seguirli per tutta la durata del ciclo scolastico, facendo ogni anno delle integrazioni.

Percorso 3

 

(*si ricorda che la proprietà intellettuale rimane di Erreics Onlus.)

 

 

 

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La studiosa Marianna Zanetta discute del problema dell’aborto e della mitologia che nasce intorno alla questione.

Quando in una società si cerca di definire con la maggior esattezza possibile oggetti, eventi e avvenimenti, in particolare quelli che più di altri influenzano o connotano lʼesistenza umana, si rischia inevitabilmente di scivolare sul crinale della polarizzazione. Ogni definizione, infatti, è anche esclusione: porta con sé una scelta di ciò che quel dato oggetto, evento o fatto non è. Definire vuol dire compiere delle scelte, e una volta che la scelta è stata fatta, tutto ciò che non è al suo interno è per forza di cose in sua opposizione. La società che per praticità chiameremo “occidentale” è una realtà di questo genere, nella quale si cerca di evitare le zone grigie e si procede a distinzioni e definizioni il più possibile nette di quella che è la realtà sociale, emotiva ed etica. In una società di questo genere lo scontro, spesso aspro, tra posizioni opposte diventa inevitabile, e risulta difficile trovare spazio per la mediazione e per lʼanalisi concreta di quella che è la quotidianità. Questa predisposizione, o struttura mentale, diventa più evidente laddove ci si trovi ad affrontare argomenti di grande rilevanza etica e morale, primo fra tutti quello dell’aborto.

Clicca qui per leggere l’articolo  

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TRA CIBO E PAROLE-Il nutrirsi come piacere, cultura e disagio CE.SE.DI. in collaborazione con l’ASSOCIAZIONE ERREICS di Torino SCADENZA: 15 OTTOBRE

E’ finalmente on line il catalogo CE.SE.DI. con le offerte formative per il nuovo anno scolastico.

Trovate le nostre proposte al seguente link ed a questo il relativo modulo di adesione: Clicca qui e Clicca anche qui

Destinatari: allievi delle scuole secondarie di secondo grado e di istituzioni formative

Molti autori ed artisti hanno narrato e rappresentato il cibo dando voce a molti temi: l’identità, le relazioni sentimentali, la crescita, la trasformazione, il rapporto con la propria famiglia e con la propria terra, le differenze tra il maschile ed il femminile. Se in fondo “siamo ciò che mangiamo”, come sosteneva il filosofo tedesco Feuerbach, è inevitabile che il cibo costituisca la parte più materica di noi, il nostro carburante fisico e mentale, ciò che in qualche misura ci pone in relazione col mondo e ci condiziona nel nostro sviluppo e nel nostro pensiero. Clicca qui

 

 

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