La discriminazione del peso corporeo

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Una ricerca pubblicata in Obesity Facts e Family Medicine dimostrerebbe la possibile efficacia del video nel ridurre gli atteggiamenti negativi e i pregiudizi sul peso anche tra gli operatori della salute. In particolare, i ricercatori hanno testato il video come un intervento educativo per ridurre i pregiudizi verso i pazienti con obesità. Per ricevere  i DVD gratuiti dei video specificare quali DVD si desidera ricevere. Guardare anche il video su YouTube .

Questi video sono di proprietà del Rudd Center. Sono strumenti da utilizzare  in corsi di formazione e presentazioni.Fare riferimento alla Privacy e Termini di utilizzo per maggiori informazioni.

(Fonte: Rudd Center For Food Policy & Obesity  Clicca qui)

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Linee guida per la rappresentazione della popolazione obesa nei media

I media sono un’influente e importante fonte di informazione sull’obesità. Il modo in cui l’obesità e la perdita di peso vengono dipinte, descritte e delineate dai media forma in profondità la visione e l’atteggiamento del pubblico nei confronti di questi significativi temi sulla salute.

Il Rudd Center for Food Policy and Obesity alla Yale University e The Obesity Society (TOS) credono che i giornalisti d’opinione abbiano un obbligo a essere giusti, equi e accurati nel loro modo di riferire sull’obesità e sulle persone le cui vite sono affette dall’obesità.
Sfortunatamente, le persone sovrappeso e gli obesi sono spesso raffigurati in modo negativo e discriminante dai media, e i reportage sulle cause e le soluzioni per l’obesità sono spesso costruiti in modo da rinforzare lo stigma. Queste rappresentazioni perpetuano i dannosi stereotipi che si basano sul peso e contribuiscono alla pervasiva discriminazione che le persone sovrappeso e gli obesi sperimentano nella loro vita quotidiana.
Le persone sovrappeso e quelle obese si confrontano spesso con lo stigma e la discriminazione sul posto di lavoro, negli istituti scolastici, nelle strutture sanitarie e in molti altri luoghi.
Queste esperienze che marchiano possono impattare sulla salute emotiva e portare alla depressione, all’ansia, alla scarsa stima di sé e perfino a istinti suicidi. Sfortunatamente, lo stigma del peso può condurre anche a comportamenti non salutari che vanno a esacerbare l’obesità, dal momento che coloro che sono discriminati per il loro peso potrebbero reagire assumendo uno stile di alimentazione non sano e rifiutando l’attività fisica.
Per questo lo stigma del peso impone delle significative conseguenze sia sulla salute fisica che mentale.

Obiettivo
L’obiettivo di queste linee guida è assicurarsi che tutte le persone, a dispetto del loro peso, siano rappresentate allo stesso modo e accuratamente nei reportage giornalistici.
Non siamo l’ispettorato dei media né ci aspettiamo che i giornalisti seguano tutti i nostri suggerimenti, piuttosto il nostro scopo è quello di assistere i giornalisti e i reporter nel loro sforzo di coprire accuratamente i temi relativi all’obesità e di assicurarci che vengano evitate le rappresentazioni discriminatorie e peggiorative delle persone obese e sovrappeso.

Utilizzo
Queste linee guida sono ampie e si applicano a un range di media, includendo ma non limitandosi al giornalismo sia stampato che radiotelevisivo, film e intrattenimento televisivo, internet e pubblicità.

Linee guida

I: Rispettare la diversità e evitare gli stereotipi

Evitare rappresentazioni delle persone obese e sovrappeso unicamente per scopi comici o umoristici

Evitare stereotipi che si basano sul peso (per esempio, gli obesi sono pigri o mancano di forza di volontà)

Presentare le persone obese e sovrappeso in vari modi, includendo sia uomini che donne, di tutte le età, di vario aspetto e etnicità, dalle diverse opinioni e interessi e in una varietà di ruoli

Rappresentare gli individui obesi e sovrappeso come persone che hanno professionalità, competenza, autorità e capacità in vari attività e contesti

Non dare una distorta e inutile enfasi al peso corporeo. La descrizione del peso corporeo di una persona non dovrebbe implicare supposizioni sul carattere, sull’intelligenza, sulla capacità o sullo stile di vita della persona.

II: Terminologia e lessico appropriati

Valuta attentamente se la terminologia e il lessico adottati per descrivere il peso corporeo potrebbero essere offensivi nei confronti delle persone obese e come questo linguaggio verrà interpretato dal un pubblico prescelto.

Evitare l’uso di aggettativi o avverbi potenzialmente peggiorativi quando si descrivono persone sovrappeso o obese, come anche un lessico che implichi giudizio morale o difetti d’indole di questa popolazione.

Usare termini descrittivi appropriati per il peso del corpo. Alcuni esempi sono il riferirsi scientificamente all’obesità o al peso corporeo tramite l’Indice di Massa Corporea (IMC), e usare termini come “peso” o “eccesso di peso”, piuttosto che “problema di peso”, “grasso”, “morbosamente obeso” o simili.

Mentre usare le parole “grasso” o “grassezza” potrebbe risultare accettabile per gli individui che si identificano con il movimento della Fat Acceptance, questi termini potrebbero essere offensivi per altri. Allo stesso modo, mentre i termini clinici per descrivere i vari gradi di obesità sono appropriati se usati all’interno della comunità scientifica, questi stessi termini potrebbero essere visti come peggiorativi per un altro tipo di pubblico.

Quando si intervista una persona obesa o sovrappeso, se il loro peso è rilevante per il racconto, chiedi all’intervistato quale termine preferisca sia usato per descrivere il suo peso corporeo.

III: Copertura bilanciata e accurata dell’obesità

Assicurarsi che gli articoli di cronaca e i reportage sull’obesità si basino su scoperte scientifiche e ricerche basate sull’evidenza. Identifica ogni fonte di sovvenzionamento di ogni pezzo scientifico citato e fai attenzione ai possibili conflitti di interesse relativi alle scoperte della ricerca scientifica.

Famigliarizza con le complesse cause dell’obesità, sia ambientali, biologiche, genetiche, economiche, sociali che i fattori individuali, come anche con gli attuali dati scientifici sul trattamento dell’obesità e della perdita di peso. Le cause e le soluzioni per l’obesità sono complesse, e questa complessità richiede la ricerca di molteplici prospettive e rendicontazioni complete.

Per presentare una copertura equa sulle cause e le soluzioni per l’obesità, analizza i vari lati di una controversia (per esempio, responsabilità sociale vs individuale). I dibattiti produttivi possono solo aver luogo quando le varie posizioni sono presentate accuratamente e adeguatamente. Molto spesso, la copertura dei media sull’obesità è discriminante a causa di una sovraesposizione della responsabilità individuale a scapito di importanti fattori sociali, economici, biologici e ambientali che contribuiscono all’obesità.

IV: Immagini e foto appropriate delle persone obese

Le immagini possono spesso contribuire alla depersonalizzazione e stigmatizzazione delle persone obese e sovrappeso. Le fotografie usate a scopi giornalistici dovrebbero essere scelte attentamente per evitare lo stigma e rappresentazioni peggiorative. Alcuni esempi di immagini peggiorative che dovrebbero essere evitate sono i seguenti:

i) Fotografie che pongono un’ingiustificata enfasi sull’eccesso di peso o che isolano parti del corpo delle persone obese (per esempio, addome e glutei). Questo include fotografie di obesi dal collo in giù (con il volto oscurato) per l’anonimato.

ii) Immagini che dipingono le persone obese nell’atto di tipici atteggiamenti stereotipati (per esempio, mangiando cibo spazzatura, intrattenendosi in atteggiamenti sedentari). Se queste foto vengono scelte, dovrebbero essere accompagnate da foto che ritraggono persone obese in modi che sfidano gli stereotipi che si basano sul peso (per esempio, mangiando cibo sano e intrattenendosi con l’attività fisica).

iii) Fotografie che raffigurano gli obesi in abiti che coprono scarsamente il corpo o che li facciano sembrare disordinati

Al contrario, seleziona fotografie appropriate, video e immagini che raffigurano le persone obese nella seguente maniera:

  1. Impegnate in diverse attività, ruoli, carriere e stili di vita
  2. Rappresentate in abiti che vestano appropriatamente e dall’aspetto ben tenuto
  3. Raffigurate in modo neutrale, scevro da ogni caratteristica aggiuntiva che potrebbe altrimenti perpetuare gli stereotipi che si basano sul peso

Quando selezionate un’immagine, un video o una fotografia di una persona obesa, tenete conto delle seguenti domande:

  1. L’immagine implica o rafforza stereotipi negativi?
  2. L’immagine raffigura la persona obesa in modo rispettoso? La dignità dell’individuo è preservata?
  3. Ci sono alternative? Può un’altra foto o immagine inviare lo stesso messaggio e evitare possibili discriminazioni?
  4. Qual è il valore di quella particolare immagine?
  5. Chi potrebbe venirne offeso e perché?
  6. C’è nessuna informazione mancante nella foto?
  7. Quali sono le possibili conseguenze del pubblicare quella immagine?

 

 

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Prevenzione dell’obesità. Ministero della Salute

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Negli ultimi decenni, in Italia come nel resto del mondo industrializzato, il numero di bambini con problemi di peso è costantemente aumentato tanto che i bimbi in sovrappeso sono praticamente duplicati negli ultimi 20 anni. L’obesità infantile è il risultato di un bilancio energetico positivo protratto nel tempo; in pratica si introducono per molto tempo più calorie di quante se ne consumano. Si può parlare di obesità quando il peso di un bambino supera del 20% il peso ideale (in base al sesso e all’altezza), di soprappeso se lo supera del 10-20%. In certi casi si parla di super-obesi: sono quei bambini il cui peso supera del 40% i valori normali. In Italia, ogni cento bambini della classe terza elementare 24 sono in sovrappeso e 12 obesi.

Complessivamente si stimano oltre un milione di bambini tra i sei e gli undici anni con problemi di obesità e sovrappeso: più di un bambino su tre. Dati e stime sono il frutto del progetto Okkio alla SALUTE, un’indagine condotta nelle scuole italiane dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali – CCM – e coordinata dall’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 18 Regioni italiane e con la partecipazione dell’Istituto nazionale di ricerca e nutrizione.
L’obesità infantile è dovuta ad un insieme di concause: scarsa educazione alimentare, predisposizione genetica, stile di vita (spesso troppo sedentario), ambiente familiare e condizioni socioeconomiche. È, però, da sfatare la convinzione generale che un bambino diventa obeso solo perché mangia troppo; non sempre infatti, un bambino “cicciotello” è necessariamente un “mangione”; più frequentemente capita che egli preferisca cibi molto calorici, ricchi di zuccheri e grassi, associati a bevande dolci.

Occorre ricordare che un’iperalimentazione nei primi due anni di vita oltre a causare un aumento di volume delle cellule adipose, determina anche un aumento del loro numero; da adulti, pertanto, si avrà una maggiore predisposizione all’obesità ed una difficoltà a scendere di peso o a mantenerlo nei limiti, perché sarà possibile ridurre le dimensioni delle cellule, ma non sarà possibile eliminarle. Intervenire durante l’età evolutiva è, quindi, di fondamentale importanza, perché ci dà la garanzia di risultati migliori e duraturi.

Contemporaneamente è opportuno abituare il bambino a praticare attività fisiche e sportive (uso della bicicletta, corsa podistica, gioco del calcio, alcune attività di palestra); è importante che questa scelta diventi per il bambino un’attività costante e serva a limitare le attività sedentarie come il dannoso stazionamento davanti alla televisione e l’uso eccessivo del computer.
Il ruolo dei genitori diventa quindi molto importante, perché sono proprio loro a dover dare il buon esempio e garantire un ambiente di crescita sereno e sano. Se questo non dovesse essere sufficiente diventa opportuno richiedere l’intervento di medici, dietisti e psicologi specializzati. Un altro aspetto del problema è quello delle ripercussioni psicologiche: infatti, l’obesità infantile comporta spesso una diminuzione dell’autostima e persino sindromi depressive”. I bambini in sovrappeso hanno un rischio notevolmente maggiore di diventare degli adulti obesi e di soffrire, nel loro futuro, delle tipiche complicanze derivanti dall’obesità come il diabete, l’ipertensione, le malattie cardiocircolatorie, i calcoli biliari, l’artrosi e alcuni tipi di tumore (patologie tanto più frequenti quanto più precoce è l’obesità).

Il Ministero della Salute rispetto a tali problematiche ha promosso una serie di iniziative per l’ attuazione del Programma Guadagnare Salute: rendere facili le scelte salutari, nell’ambito del Progetto Nazionale di Promozione dell’Attività Motoria (PNPAM), promosso e finanziato dal Ministero della Salute e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù sui temi dell’attività fisica, la sana alimentazione e/o di una loro integrazione.

Consulta l’area tematica Guadagnare salute – Stili di vita

(Fonte: Ministero della Salute. Clicca qui)

 

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