Rassegna Stampa Progetto Fatti più in là

http://www.orizzontescuola.it/serie-web-contro-bullismo-scuola
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-73d48dc2-2397-405f-83fc-fa33ba37a5b0.html
http://www.dors.it/el_focus_i.php?focus=B&codf=07
http://cicciones.blogspot.it/2014/01/udite-udite-la-prima-serie-di-webvideo.html
http://www.lastampa.it/2014/01/15/cronaca/costume/scuola-pochi-chili-in-pi-e-diventi-vittima-dei-bulli-TJpKpZhflB3loZmNBYd4aJ/pagina.html
http://www.primaradio.it/betty/15.01.14%20-%20rosa%20revellino%20erreics%20onlus%20su%20progetto%20fattipiuinla.mp3
http://www.mammedomani.it/bambini/articoli/5276-nelle-scuole-aumentano-le-discriminazioni-verso-bambini-e-ragazzi-obesi.html
http://www.usrpiemonte.it/scuolaecibo/default.aspx
http://www.torinomedica.org/torinomedica/?p=8990
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-7ff3b4b4-db07-4044-a376-79db73507e5e.html
http://www.infohandicap.org/infohandicap-docs/contenuti/comune/2014/comunicato_stampa%20_GTT.pdf
http://ytmagazineitalia.blogspot.it/2014/01/fatti-piu-in-la-arriva-la-web-serie.html
http://www.icsanmaurizio.it/ServiziPersonale/Circolari.php
http://www.triesteabile.it/vogliosocializzare/new/newspubblication2/ni0892
http://pollicinoeraungrande.wordpress.com/2014/01/27/adolescenti-obesita-e-web-serie/
http://www.newsit24.com/termine/Approccio+nuovo+su+un+Fronte+di+Discriminazione+Presente+tra+I+Ragazzi
http://www.superando.it/2014/01/29/un-progetto-contro-la-discriminazione-dellobesita/
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadAllegato.do;jsessionid=bdVJGozQ5tyFfOBwxAh53Q**.part081node03?pathAllegato=20140124%2Fdoc%2F&nomeAllegato=Agenda_27_gennaio_2_febbraio_2014.doc&data=24%2F01%2F2014&fp=ZDRmOTFhMzU5ZGJmMDM5NGMzNzJmNjExMWZlNjdlNGQ3YmNkOWFiYQ%3D%3D.
http://www.millemani.org/Chiamati%20336.pdf
http://www.lastampa.it/2014/01/22/torinosette/eventi/fatti-piu-in-la-una-web-serie-contro-lobesita-3kQP1un4RpqiL5NQM0MYNO/pagina.html
http://libreprensa.com/k/rosa-revellino-di-erreics/2100310#s/1656268
http://www.newsit24.com/termine/Revellino+di+Erreics
http://www.centrogiovanisacile.it/spip.php?article4302
http://www.ilgiornaleoff.it/fatti-piu-in-la-quando-lobesita-si-fa-interattiva/
http://www.comitatocido.it/index.php/news/86-fatti-piu-in-la-prima-webserie-interattiva-contro-la-discriminazione-verso-le-persone-con-obesita-progettata-e-realizzata-dall-associazione-erreics-onlus-primo-progetto-sul-tema-della-discriminazione-dell-obesita
http://www.intopic.it/notizia/5931680/
http://www.direfarenondiscriminare.com/senza-categoria/fatti-piu-in-la/
http://futura.unito.it/blog/obesita-arriva-la-webserie-che-parla-ai-giovani/
http://www.videomedica.org/videomedica/?s=fatti+pi%C3%B9+in+l%C3%A0

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Fatti più in là. Strumenti di formazione

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L’idea di questo progetto è nata dall’esperienza pluriennale nelle scuole dell’associazione Erreics, durante i corsi su cibo, identità e disturbi alimentari.

Abbiamo sperimentato come sia fondamentale educare i ragazzi ad una cultura “del” e “sul” cibo, accompagnandoli verso una conoscenza non approssimativa dell’universo emotivo, relazionale e semantico che ruota intorno a questa realtà.

Abbiamo notato come i “modi di essere” maggiormente presi di mira siano l’aspetto fisico o l’orientamento sessuale e che spesso gli atteggiamenti discriminatori siano così frequenti e radicati nel contesto scolastico da passare quasi inosservati.

Abbiamo voluto provare a proporre un prodotto nuovo, ovvero una webserie, che entrasse direttamente in interazione con loro, catturandoli in un contesto informale e durante un comune ed abituale passatempo: navigare in internet.

Con “Fatti più in là” speriamo che gli adolescenti abbiano l’occasione di immedesimarsi sul serio nei panni di un individuo discriminato e di riflettere su come i comportamenti e, soprattutto, “semplici” parole possano incidere profondamente sulla vita degli altri.

In questa sezione creata per la formazione e l’approfondimento di insegnanti, cittadini e ragazzi,  è possibile trovare materiali didattici, articoli di consultazione e bibliografia sul tema affrontato.

Giada Giustetto
Vicepresidente Erreics Onlus
Coordinatrice Progetto

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COMUNICATO STAMPA: Quando il gioco si fa… serie

FATTI PIU’ IN LA”. È questo il titolo della prima webserie interattiva contro la discriminazione dell’obesità progettata e realizzata dall’associazione Erreics Onlus vincitrice del Bando regionale per la diffusione della cultura di parità e del principio di non discriminazione nel sistema educativo e nel mondo del lavoro (approvato con D.D. n. 348 del 25/06/2012). LOCANDINA

Il prodotto, composto da video concatenati e fruibile come un video game, è stato realizzato con la collaborazione degli studenti dell’Istituto IPSCTS C.I Giulio e verrà diffuso attraverso Youtube e le principali piattaforme digitali (facebook, twitter…). Si tratta del primo progetto sul tema della discriminazione dell’obesità in fascia adolescenziale finanziato dal Fondo Europeo ed è stato inserito come progetto d’innovazione nel II Summit Europeo su stigma sociale e discriminazione basati sul peso, a cura del CIDO (Comitato Italiano per i Diritti delle persone affette da Obesità e Disturbi dell’Alimentazione).

Tramite la fruizione della webserie i ragazzi hanno un ruolo primario nello svolgersi della storia virtuale, potendo effettuare scelte attive che influenzano l’andamento della narrazione e permettono loro di verificare le conseguenze di ogni possibile azione.

La potenzialità del mezzo scelto (youtube e Internet) è tale che un prodotto di fiction come una webserie ha la concreta possibilità di creare attorno a se l’interesse generale del target, attraverso un’interazione ed un confronto sulle scelte effettuate negli episodi e sulla narrazione, favorendo un fenomeno virale che sempre più caratterizza le esperienze della comunicazione digitale tra giovani. “Parlare ai giovani è sempre più difficile- sostiene Giada Giustetto Vicepresidente di Erreics Onlus e coordinatore del progetto “Fatti più in là”. Abbiamo quindi scelto di usare il loro linguaggio mediatico per portare alla luce problemi sempre più diffusi e urgenti in ambito scolastico. Il risultato è stato inaspettato, sostiene Elvira Larizza medico e Presidente di Erreics. La partecipazione emotiva di questi ragazzi al tema delle tante discriminazioni, di sesso, genere, spazio, linguaggio… a cui sono sottoposte le persone obese ci rende ottimisti sul futuro e sul recupero di una cultura della non discriminazione”.

Di seguito il trailer della serie che sarà diffuso, grazie al sostegno del Gruppo Torinese Trasporti (GTT), negli spazi della Metropolitana e presentato come notizia su tutte le linee della città: youtube.com/fattipiuinlaweb.

La serie completa sarà fruibile sul canale youtube a partire dal 22 gennaio2014.

Il 30 gennaio 2014 alle ore 10 presso il Cinema Massimo 1 a Torino Erreics Onlus presenterà alla Città, alle Istituzioni e alle scuole della Regione che hanno partecipato al progetto i risultati del percorso, presentando le considerazioni sull’efficacia del prodotto interattivo nel campo dell’obesità.

Rosa Revellino
Responsabile comunicazione Erreics Onlus
rosarevellino@gmail.com
3356410331

youtube: youtube.com/fattipiuinlaweb

twitter: @fattipiuinla

facebook: fatti più in là

LA DISCRIMINAZIONE: IL LATO OSCURO DELL’OBESITÀ

La discriminazione, a vari livelli, può essere sia un’azione consapevole sia il risultato di abitudini culturali e di pregiudizi sociali: dalle apparecchiature sanitarie talvolta inadeguate ad effettuare esami su persone obese, ai luoghi quotidiani come per esempio banche, bagni pubblici, cinema, in cui lo spazio pensato per la fruibilità collettiva sembra tagliare fuori gli obesi; fino alla scuola in cui la condizione di obesità, spesso discriminata e bersaglio di bullismo, ha degli effetti profondi sulla qualità della vita delle persone. L’idea progettuale nasce infatti con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti per prevenire comportamenti discriminatori, denigratori e di violenza psicologica e/o fisica nei confronti di persone e soprattutto di adolescenti in sovrappeso ed obesi. L’OMS riconosce infatti nell’obesità un problema di salute pubblica ed una patologia in forte crescita, ad alto impatto di mortalità ed ormai tipizzata durante l’infanzia e l’adolescenza. Secondo il Ministero della Salute l’obesità è inoltre causa di disuguaglianze sociali.

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Bando regionale per la diffusione della cultura di parità e del principio di non discriminazione nel sistema educativo e nel mondo del lavoro

Erreics Onlus è tra i vincitori del Bando regionale per la “diffusione della cultura di parità e del principio di non discriminazione nel sistema educativo e nel mondo del lavoro” (Clicca qui.).

L’idea proposta dall’associazione Erreics è  il progetto “Fatti più in là. Web serie contro la discriminazione dell’obesità”.
la nostra proposta progettuale, che ha colmato un vuoto concettuale e culturale nell’ambito delle politiche della salute e della parità, nasce con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti e di prevenire comportamenti discriminatori, denigratori e di violenza psicologica e/o fisica nei confronti di persone e soprattutto di adolescenti in sovrappeso ed obesi.  L’OMS riconosce nell’obesità un problema di salute pubblica ed una patologia in forte crescita, ad alto impatto di mortalità ed ormai tipizzata durante l’infanzia e l’adolescenza. Secondo il Ministero della Salute l’obesità è inoltre causa di disuguaglianze sociali. Nel caso degli adolescenti abbiamo valutato che l’obesità, disabilità discriminata socialmente, si estremizza nel contesto scolastico, dove le differenze di genere, età e condizione sociale sono ovviamente più marcate per il processo di costruzione dell’identità e dei sistemi di valori di riferimento. Proprio per rivolgerci a questo target, abbiamo individuato nel meccanismo della “condivisione libera” nei social network e nell’utilizzo dei nuovi media, primo tra tutti “Youtube”, il veicolo più efficace e potente per coinvolgere, sensibilizzare e raggiungere il più ampio bacino di studenti e di adolescenti, nonché direttamente le rispettive reti di riferimento. Il prodotto che si intende creare afferisce, quindi, alla sfera dell’edutainment e consiste in una Webserie Interattiva composta da video concatenati realizzati anche grazie alla collaborazione degli studenti, che saranno allo stesso tempo attori e veicolatori del prodotto. Avvicinandosi alla Webserie i ragazzi avranno un ruolo primario nello svolgersi della storia virtuale, potendo effettuare scelte attive che influenzeranno l’andamento della narrazione e permetteranno loro di verificare le conseguenze di ogni loro possibile azione. Il “prodotto” sarà poi diffuso, tra i vari canali, sia su internet, sia tramite un’estesa rete di scuole piemontesi, in cui sono previsti diversi momenti di sensibilizzazione e formazione attraverso il meccanismo della Peer Education.
Considerata la condizione disabilitante e discriminatoria delle persone obese la nostra idea progettuale vuole indagare ed intervenire con un’attenzione dedicata alla realtà delle donne obese e degli adolescenti obesi. Essere donna ed obesa è senz’altro una situazione differente dall’essere un uomo obeso. All’interno della patologia dell’obesità, infatti, la discriminazione in base al genere, che colpisce senza dubbio in modo più violento le ragazze, è oggi da ritenere un’urgenza sociale ancora troppo sottovalutata. È risaputo, nonostante i molti passi avanti della cultura della parità, che un uomo venga socialmente giudicato primariamente per il ruolo professionale e la posizione sociale mentre agli occhi della società per una donna sono imprescindibili dei rigidi e schematici parametri fisici. Anche in questo ha un fortissimo impatto il ruolo dei media nella costituzione dell’immaginario comune, a cui si ispirano, consapevolmente o meno, le ragazze e le donne, ma ultimamente
anche molti ragazzi. Uno studio condotto da ricercatori inglesi e australiani pubblicato sull’International Journal of Obesity (clicca qui O’Brien K. et al., “Obesity discrimination: the role of physical appearance, personal ideology, and anti-fat prejudice,” International Journal of Obesity, 2012. doi:10.1038/ijo.2012.52) mostra che le donne obese non hanno molte probabilità di ottenere un lavoro quando si trovano di fronte candidate non sovrappeso e che inoltre sono pagate meno rispetto alle loro colleghe magre. Un altro studio italiano, condotto dall’Università degli studi di Milano (medicina del lavoro), ha valutato il disagio vissuto quotidianamente dai lavoratori obesi ed ha concluso che c’è un’associazione stretta tra obesità e assenteismo, una ridotta produttività con rischio di demansionamento ed un incrementato del rischio di incidenti sul lavoro. (clicca qui) Essere in forte sovrappeso/obeso sin da adolescente significa essere oggetto di discriminazioni in un’età per definizione fragile e durante la quale si formano l’identità, il carattere ed il ruolo sociale di un individuo. Esistono numerosi dati sul trattamento che i bambini o gli adolescenti obesi ricevono da parte dei loro compagni, fino ai casi estremi di suicidio legati alla derisione e alla vessazione quotidiana. Molti studenti sostengono che se fossero magri sarebbero maggiormente considerati, non vivrebbero derisioni ed umiliazioni e che avrebbero un maggior numero di amici. Questo provoca una condizione di bassa autostima e comporta una discriminazione anche nello svolgimento dell’attività sportiva. (http://www.consiglioveneto.it/crvportal/upload_crv/biblioteca/servizio_studi/Obesita.pdf)

Il progetto “Fatti più in là”, il cui titolo fa riferimento ai meccanismi di isolamento e derisione frontale o indiretta che le persone “grasse” quasi quotidianamente subiscono proprio a causa delle dimensioni del loro colpo e dello “spazio” che questo occupa, è orientato a diffondere la cultura di parità ed il principio di non discriminazione nei confronti di un gruppo, sempre più cospicuo, di bambini, adolescenti ed adulti. L’obesità rappresenta a tutti gli effetti una condizione disabilitante, che non permette di svolgere le quotidiane attività in maniera “normale” e che ha diritto di essere tutelata come tutte le altre disabilità. Negli ultimi anni sono stati presentati diversi disegni di legge che la riconoscono come un’oggettiva condizione di handicap (che affligge più del 11% degli italiani) ed in questa direzione va appunto l’appello lanciato dal congresso della Società Italiana dell’Obesità (Sio): l’obesità è un’emergenza sociale e va considerata una forma di disabilità, tanto che alle persone obese devono essere garantiti accesso alle cure e accesso ai servizi sociali, anche se purtroppo, persino in questo caso sono spesso oggetto di discriminazione, come sostiene la presidente del Cido Angela Ferracci. Questi meccanismi non fanno altro che contribuire a peggiorare il loro stato di salute, come afferma una ricerca pubblicata dalla rivista Social Psychology Quarterly dell’American Sociological Association di Washington. Anche in Italia, l’obesità o “globesity” (definita in questi termini tanto è dilagante il fenomeno) è in forte aumento, ma non sembrano esserci per il momento strutture concrete (la macchina per la risonanza magnetica sufficientemente capiente, lo sportello della banca che dice “entrate uno alla volta”, oppure seggiolini sufficientemente resistenti nei locali pubblici, come evidenzia Marina Biglia, presidente dell’ “Associazione Amici Obesi”) e soprattutto strutture mentali (educazione al rispetto delle persone in sovrappeso ed obese e scardinamento di tutti quegli stereotipi associati alla loro figura) per rapportarcisi correttamente. L’immaginario comune e condiviso, nonostante la realtà dei fatti, resta ancora tarato su figure non solo normolinee, ma addirittura sbilanciate sulla magrezza. Questo fa sì che le persone obese subiscano pesanti discriminazioni nel vissuto quotidiano, relazionale, nella sfera affettiva esentimentale, nonché nel mondo del lavoro: “Non ti assumono neanche per fare l’archivista”,  dichiara in un’intervista Angela Ferracci. Inoltre, spesso, un “messaggio” erroneo arriva proprio da quei canali che dovrebbero, al contrario, conoscere il linguaggio più idoneo per interfacciarsi con le persone obese: “Troppo spesso le campagne contro l’obesità sono intimidatorie ed hanno l’effetto di suscitare vergogna nelle persone in sovrappeso, utilizzando una terminologia colpevolizzante”, scrive Chiara Lalli sul Corriere della Sera (clicca qui). Abbiamo dunque individuato come focus del nostro progetto questa “fascia fragile” della popolazione, oggetto di pesanti e diversificate forme di discriminazione, nei confronti della quale, però, non sono ancora state messe in atto sufficienti ed efficaci misure di prevenzione. La nostra area di riferimento e d’intervento sarà il sistema educativo, contesto in cui si radicano, si corroborano e si diffondono massimamente i pregiudizi e all’interno del quale ci sembra dunque più funzionale operare.
Poiché YouTube è il nostro canale preferenziale, riteniamo di aver individuato il medium più diffuso e frequentato dal target in assoluto. E’ su internet, infatti, che i giovani imparano, cercano, scoprono, e (come nel caso del nostro progetto) imparano divertendosi, confrontandosi tra loro nei social network, cercando le risposte su Wikipedia, guardando tutorial su YouTube che spiegano loro come utilizzare un semplice programma su PC. I recenti fenomeni di video blogging hanno amplificato l’interesse del target al mezzo, creando una vera e propria community che parla tramite video pubblicati ed interagisce attraverso commenti ai video stessi. La potenzialità del mezzo è tale che un prodotto di fiction come una webserie ha la concreta possibilità di creare attorno a se l’interesse generale del target, attraverso un’interazione ed un confronto sulle scelte effettuate negli episodi e sulla narrazione in toto, favorendo un fenomeno virale che sempre più caratterizza le esperienze di YouTube di successo. L’aspetto ludico e di entertainment del prodotto si legherà ad un messaggio veicolato in maniera intelligente ed efficace, in modo che i giovani possano immediatamente riconoscerlo come una dovuta riflessione ma senza percepirlo come concetto imposto o predicatorio. Si tratta di un’idea assolutamente semplice e proprio per questo di grande innovazione. Grazie alla tecnologia entrata così radicalmente nelle case e nei telefonini del target di riferimento, la struttura del prodotto da noi proposto si può collocare senza timore tra i must che i giovani cercano e seguono e sperimentano in rete: fiction e partecipazione, diventando contemporaneamente spettatori ed autori della nostra/loro storia. Bisogna inoltre sottolineare che il medium stesso (Internet) è catalizzatore nei confronti del target dei momenti principali di ricezione sociale verso i quali esponiamo la nostra comunicazione, ovvero momenti collettivi di gruppo e ludicità (es. un gruppo di amici che assieme guardano un video divertente) e momenti privati di isolamento dalla realtà (es. un ragazzo che cerca su internet informazioni per la risoluzione di problematiche personali o conforto dietro l’anonimato che un monitor garantisce). La semplicità del mezzo è inoltre in grado di coinvolgere non solo utenti già esperti nell’utilizzo di semplici tecnologie quali internet, ma anche di chi non ne avesse familiarità.

Il progetto che si svolge da maggio 2013 a gennaio 2014 produrrà una serie di materiali tra cui dvd informativi per medici, psicologi ed altre professioni coinvolte nella cura dei problemi descritti. Sarà realizzata una campagna di informazione e di sensibilizzazione attraverso i media e si prevede di diffondere la notizie del prodotto multimediale in punti strategici della città: stazione, metropolitana, tram e autobus…

Su questo sito si troverà un costante aggiornamento dei lavori e delle strategie di sensibilizzazione sociale.

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